venerdì 24 marzo 2017

Giornata mondiale autismo

Prendi dei ragazzi inzuppati di solitudine che l'autismo  può comportare. Aggiungi l'effetto legante della Fondazione Oltre il Labirinto (www.oltrelabirinto.it). Lascia tutto in ammollo nel  Villaggio “Godega 4Autism"  e otterrai “Cooking 4Autism”.

Questo programma  prevede l’avviamento di 20 ragazzi con autismo, di età compresa tra i 12 e i 21

anni, a percorsi di lavoro nei laboratori di cucina e pasticceria del Villaggio e delle strutture partner sul territorio.

I ragazzi, divisi in gruppi e turni settimanali e sotto la stretta supervisione di un maestro pasticcere e di personale qualificato, apprenderanno le diverse fasi produttive, dalla spesa al confezionamento, degli Zaèti, biscotti della tradizione veneta, di creme, marmellate e gelato.
Per tanti ragazzi con autismo il laboratorio di pasticceria è molto più che un semplice preparare biscotti. Per questi ragazzi, tra zucchero, uova e farina, cresce la capacità di diventare adulti, di imparare le regole necessarie a vivere con un po’ di autonomia in più. Per questi ragazzi la cucina è una palestra di vita, in cui ogni piccolo gesto diventa un vero e proprio traguardo da conquistare


Dal 24 marzo all’11 aprile è possibile sostenere  questo progetto donando 2 o 5 euro con SMS e chiamate da rete fissa al numero solidale 45520.


Anche quest'anno il mio blog vuole ricordare a chi mi segue, soprattutto genitori, che  il 2  Aprile sarà la Giornata Mondiale l'Autismo e non possiamo rimanere indifferenti, perchè avere un figlio è un dono e una fortuna, in ogni caso.


mercoledì 8 marzo 2017

8 Marzo. Meno mimose e più lavoro

Oggi festeggiamo la festa della donna sapendo che in Italia le donne incontrano nel mondo del lavoro molte più d difficoltà che negli altri paesi europei e ne è la prova il fatto che abbiamo una quota di part-time involontario doppia rispetto all’Europa (60%).

Certo  con la crisi è cresciuto anche negli altri Paesi, ma non fino a questo punto.

Si  raggiunge l'assurdo sapendo che ci sono persone che chiedono il part-time e non riescono ad ottenerlo (come
accennato in un mio post " Part-time questo sconosciuto") mentre chi vorrebbe lavorare a tempo pieno è costretto ad accontentarsi d un orario ridotto, magari con straordinari non pagati.

Purtroppo la situazione delle donne italiane non è favorevole nè per chi ricopre ruoli per i quali basta un titolo di studio più basso nè  per coloro che hanno conseguito diplomi di laurea o master.

Ne è la dimostrazione il fatto che sono in aumento non soltanto le donne, che in professioni non qualificate, nel commercio,e soprattutto  alberghi e ristorazione, hanno dovuto accettare lavori a retribuzioni basse e instabili, ma  anche la quota di occupate sovra-istruite, ossia di donne che lavorano in professioni non adeguate al titolo di
studio conseguito.

E' di pochi giorni fa, ossia del 2017 e non del 1017, la notizia della morte di fatica di una donna sfruttata dal caporalato.
A questo si va ad aggiungere che in Italia conciliare lavoro e famiglia è impossibile e tanto meno per una donna fare carriera visto che conta più le ore passate in ufficio che le capacità e competenze, come ben evidenziato in questo articolo " Perchè fare carriera è  un'impresa per poche

Sapendo tutto questo cari amici non sarebbe meglio festeggiare l'8 Marzo offrendo alle donne invece che mimose opportunità di lavoro qualificato e soddisfacente?

giovedì 2 marzo 2017

Stage. Consigli per l'uso

Le regole sulla frequenza delle pubblicazione dei post varia a seconda dell'autore. Ci sono quelli che scrivono almeno due post a settimana, qualsiasi sia l'argomento o il livello del post, oppure quelli chescrivono solo se "ispirati".

Io appartengo alla seconda categoria. In questo lungo periodo di assenza, di argomenti da poter affrontare ce ne sono stati molti e tanti gli spunti per creare discussioni e confronti. I quotidiani hanno affrontato temi che vanno dal testamento biologico all'aborto passando per l'elezione di Trump.

In mezzo a tutti questi articoli mi è capitato di leggerne uno bel blog "La nuvola del lavoro" del Corriere  intitolato " Lo stage inazienda? Rovinato da dipendenti furbi e pigri"

L'articolo riporta l'esperienza di uno stagista in una multinazionale. Molti troveranno delle analogie con il proprio ambiente di lavoro.

In tutte le aziende, come anche in altre realtà, c'è chi lavora e chi fa finta di lavorare, chi cerca di imporre la propria opinione urlando  e chi viene seguito perché riconosciuto dal gruppo  come effettivamente capace e competente.

Lo sguardo stupito di questo giovane sul mondo del lavoro, che scopre completamente diverso da quello che si era immaginato, mi ha fatto pensare agli stagisti con i quali ho avuto a che fare in questi 20 anni di lavoro.

Molti anni fa chi faceva gli stage si ritrovava a fare fotocopie per otto ore senza imparare niente o quasi, a meno che non avesse voglia di leggere quello che stava fotocopiando. Oggi le fotocopie sono state sostituite dalle scansioni e  c'è un coinvolgimento maggiore dello stagista nelle attività legate all'ufficio in cui si lavora.

Esistono naturalmente anche delle realtà dove i tutor seguono e insegnano agli stagisti nella prospettiva di una futura assunzione, cercando di mettere a frutto nel migliore dei modi quel periodo di formazione a costo zero o quasi.

In ogni caso, qualsiasi sia l'ambiente in cui ci si trovi a fare lo stage, mi sento di consigliare i ragazzi di  imparare dai "vecchi" i trucchi del mestiere.

Insomma  è necessario imparare non solo come si fa al meglio il proprio lavoro ma anche quello che non si fa, e cosa c'è di meglio che vedere in azione questi "esperti pigri e furbi" 

 Nelle aziende, come nel mondo reale, esistono i pigri e furbi, l'importante è che i giovani capiscano cosa vogliono fare da grandi e scegliere tra i modelli offerti  quali seguire.